polimuseo

Via Terzonasca, 4 – 16047 Gattorna di Moconesi (GE) 

VARIE TIPOLOGIE DI COLLEZIONI

Museo Etnografico, Museo delle Curiosità naturalistiche, Museo del Giocattolo povero e Museo del videogioco

Gattorna, frazione di Moconesi, ospita il Polimuseo nato per iniziativa del maestro Vittorio Rosasco uomo simbolo della località. Ha sede in un’ala della Scuola Media e raccoglie varie tipologie di collezioni: Museo Etnografico, Museo delle Curiosità naturalistiche, Museo del Giocattolo povero e il Museo del videogioco. Vittorio Rosasco, cultore di antiche tradizioni e dell’ambiente della Valle fece partecipi della sua passione i suoi alunni, chiedendo loro un lavoro di catalogazione di alberi del bosco e di alberi da frutta, insetti, minerali, per arrivare allo studio dei funghi. Fece studiare le tradizioni della “civiltà contadina” al fine di conservarne la memoria attraverso una raccolta di suppellettili, arnesi, utensili, attrezzi, dando vita così al Museo Etnografico ricco di oltre 600 pezzi di varia dimensione e importanza. 

Gattorna era famosa come capitale del “giocattolo povero”. I protagonisti di questo settore erano i “Balonari” o venditori di giocattoli che da qui partivano con i loro “Fundin”, valige di legno piene di giocattoli verso le fiere europee. Una volta arrivati il fundin era il banco di esposizione dei giocattoli che fecero divertire i bambini di ogni età: palline di stoffa colorata piene di segatura confezionate nelle case, macchinine di latta, cerchi in ferro da far correre in strada, trottole in legno, yo-yo realizzati in casa con due semplici bottoni cuciti tra di loro che si avvolgevano su un lungo filo, trombette, topolini di cartone e girandole che, ancora oggi, vengono prodotte dalla Ditta GioBas di Luigi Basso ed esportate in tutto il mondo. 

Nel 2012 il figlio del maestro Rosasco, Giansandro ha creato una nuova collezione del Polimuseo nota come la “Mecca del videogioco” dove ci si immerge nella “preistoria” del videogioco con Super Mario, Sonic, Tetris, Game boy, Commodor 64, Play station che attira cultori che tornano a vivere le atmosfere anni 80, ma anche tanti ragazzi più giovani interessati al mondo dei videogiochi vintage.