MUSEO DELLE CAMPANE

Via dell’Artigianato, 9 –  16036 Avegno – Genova

LE CAMPANE DI AVEGNO

Costruzione, produzione e realizzazione delle campane

Le campane con il loro suono accompagnano i vari momenti della nostra giornata e della nostra vita, scandendo le ore e i momenti liturgici. Nel tempo furono utilizzate come segnale di allerta alle comunità in caso di pericolo. Ad Avegno è stato aperto un piccolo museo dedicato alle campane. Ha sede nell’ex Fonderia Picasso, dal nome della famiglia che per più di quattrocento anni ha legato il suo nome all’arte di realizzare campane. La gestione del Museo è stata affidata al Comune di Avegno dalla famiglia Picasso. Vi sono raccolti materiali, strumenti e tecniche che raccontano la storia delle campane. Realizzare una campana non è cosa semplice. 

La tecnica di costruzione prevede diverse fasi: prima di tutto si modella una campana di terra e canapa, ossia la “matta” o “falsa” su un cono di mattoni detto “maschio”. Una volta asciutta la campana falsa si leva e il vuoto creatosi è lo stampo su cui si realizzerà la campana di bronzo. Per produrre una campana occorre almeno un mese di lavoro. La produzione di campane fu iniziata dalla famiglia Picasso a partire dal XVI secolo. Fino agli anni Trenta del XIX secolo buona parte delle fusioni avveniva direttamente sul luogo di impianto della campana, realizzando dei simulacri in terra locale e fusione del metallo in fornaci appositamente costruite sul posto. La costruzione del modello della campana avveniva su torni posti in orizzontale e non in verticale come in altre fonderie e ciò garantiva ottimi risultati nell’intonazione delle campane. 

A fine Ottocento, con la strada carrozzabile la fonderia poté avere una sede fissa in valle. Fino al 2005, anno di cessazione attività, la produzione di campane è stata eseguita seguendo il metodo tramandato dal momento della sua fondazione. Le campane di Avegno hanno fatto il giro del mondo: non si trovano solo in Liguria ma anche in moltissime chiese di tutta Italia e all’estero come in Brasile, Argentina, Croazia, Tanzania, Repubblica Centrafricana, Perù.